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I sentieri dei libri

Il Premio ITAS in montagna

Rifugio Lancia, Trento, 17 agosto 2013 – Una montagna che trasuda storia e storie. Un rifugio che si inserisce in piena armonia in una conca splendida, tra prati, alberi e rocce.
Un sabato di agosto, da lì si sentono partire suoni di chitarre e di percussioni, una voce giovane di ragazza, alternata ai timbri di voci maschili. E poi, soprattutto, chiacchiere tranquille e vibranti insieme, di altri, che parlano di poesia.

Questo è successo al Rifugio Lancia della SAT di Rovereto, alle pendici trentine del Pasubio, il diciassette di agosto scorso. Per merito del Premio ITAS del Libro di Montagna, che ha organizzato un pomeriggio di quelli diversi, che non ti aspetti, lì in quei posti, abituati al silenzio.



Romperlo, quel silenzio, vale la pena se lo si sostituisce con il meglio che si può dare a quei luoghi: musica che canta e che parla di sentimenti, di valori, di vita. E poi poesia. Quella, stavolta, di Antonia Pozzi, morta giovane negli anni in cui si cominciava a pensare di costruire il rifugio. Morta lontana da quei monti, ma amante dei monti, delle Dolomiti, delle Alpi, della vita che da quei luoghi traspira.

Su un manipolo di lettere che la poetessa aveva scritto e che sono state ritrovate da poco, si è soffermato, pubblicandole, Giuseppe Sandrini, dell’Università di Verona. Ne è uscito un bel libro, che racconta dell’amore per la montagna e per la vita, dei turbamenti dell’amore, e del dolore dell’amore. Pubblicato nel 2012, è stato segnalato alla 41a edizione del Premio ITAS, svoltasi nella primavera di quest’anno.

Di questo si è parlato: un dialogo a tre, con Lorenzo Carpanè, giurato del Premio ITAS, e Luisa Sforzellini, anch’essa giurata e rappresentante della Compagnia assicuratrice.

Le canzoni hanno fatto da controcanto alle lettere e alle poesie lette; hanno contribuito a spiegare anch’esse il senso di ciò che ha scritto la Pozzi.
Chi c’era, ha goduto di uno spettacolo unico, in una giornata aperta e chiusa da un sole splendido, allietata dal cielo azzurro, accompagnata da un’aria da dolce e fresca, come solo in montagna si può trovare. 

Luogo, tempo, contorno ideale per allietare lo spirito.

Un’idea, di fusione tra musica e poesia, che si ripeterà, assicura ITAS, anche il prossimo anno, anche in altri luoghi carichi di storia e storie.

Di Lorenzo Carpanè, giurato del Premio ITAS


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