Home > Eventi > Racconto itinerante 2014

La giornata comincia presto: accompagnati da Enrico Brizzi, tutti i partecipanti si cimentano in una magica passeggiata dalle faggete del Monte Bondone, a Casa ITAS. Perchè la cosa più bella del raccontare.... è farlo camminando!

Il racconto di Lorenzo Carpanè, giurato del Premio ITAS

Il tempo fa quello che vuole lui, si sa. E per fortuna che è stato così. Perché beccare una magnifica giornata di sole tra due di semidiluvio è stato grazie a un Giove pluvio particolarmente in vena di regali.
E così l'allegra brigata di giovanissimi, giovani, mezzo giovani, un tempo giovani ha potuto partire da Sopramonte, che non può che stare sopra Trento, e arrivare giù, sulle rive dell'Adige, bagnata del solo sudore. E tutt'al più con qualche schizzo di fango sugli scarponcini o sulla variegata sequenza di calzature multicolori e multiformi dei
presenti.
Ebbene, e nel viaggio cosa è accaduto e chi c'era oltre a Luisa-la-comandante, Massimo, Enrico e Valentina prestanti coadiutori?
Molte cose sono accadute che il cronista non può che raccontare per brevi e parziali frammenti.
C'erano anzitutto i giovani virgulti che hanno avuto la voglia a suo tempo di scrivere dei racconti. Fanciulle e fanciulli autoctoni, del vicinato, o delle più lontane terre dei liguri, dei piemontesi o dei lombardi.
Tra questi, un manipolo di giovanissimi del pavese, accompagnato dagli insegnanti che nei pomeriggi brumosi e nebbiosi li hanno seguiti con amore e dedizione nell'avventura della scrittura. Giovanissimi multicolori, dalle origini ancora più lontane: meravigliati tutti della bellezza dei panorami della Paganella, della Vigolana, della valle dell'Adige, della città di Trento. Stupiti alcuni della bellezza di camminare in salita e in discesa, per la prima volta nella loro vita, fatta, in passato, solo di pianure.
Stupiti, tutti i partecipanti peripatetici, di vedere un contadino che ferma il suo trattore e il suo lavoro per ascoltare anche lui, alle soglie degli ultimi meleti, un quarantenne, di nome Enrico Brizzi, scrivano e presidente del nostro Premio Itas, rispondere alle domande fresche e leggere dei ragazzi sul senso dello scrivere e sulla sua straordinaria bellezza. E con lui interloquire un valente diffusore di notizie, qual è il Leonardo, che Trento fece ma Torino ora accoglie.
Stupiti, noi tutti meno giovani accompagnatori, di sentire l'entusiasmo del condividere la bellezza della natura e dei pensieri, pur quelli belli, che essa stimola.
Il tutto lungo un sentiero carico di storia, oltre che di storie, quello che abbiamo anche noi riscoperto grazie alla SAT e al suo condottiero, Claudio grigio barbuto: il San Vili, che sta per San Vigilio, patrono trentino, che su quei passi tramandano sia transitato, tra la città e Madonna di Campiglio.
Felici noi di avere al nostro fianco Stefano, prof da Zena (Genova), che in montagna fa andare i suoi ragazzi e della montagna fa loro scrivere.
Con il Claudio e con il Tarcisio (articolo di prammatica, in Trentino) abbiamo quindi ripercorso il tratto del San Vili che, via Sardagna, altro amenissimo borghetto che di là da Trento domina l'Adige, conduce in giù verso il greto del secondo fiume italico. Secondo per lunghezza, non per bellezza, si intende!
Il Tarcisio, sia detto per inciso, è anche quello che pennello in mano sta tracciando questo lacerto di sentiero perché altri, dopo di noi, lo ripercorrano, seguendo anche la guida che è stata da poco approntata.
La discesa è stata allietata dal vociare allegro, dal fresco spirare di Zefiro, nonché da qualche spassosa avventura, come quella che ha coinvolto uno dei meno giovani condottieri che, spinto dal desiderio di gareggiare in gioventù, ha tentato di scavalcare con agilità una semplicissima sbarra, finendo, ingloriosamente, disteso a terra. Anche se va detto che solo lui ha potuto esibire alla fine le tracce terraiole sulle proprie braghe, segno distintivo del vero montanaro.
Giunti orbene a valle, chi per necessaria brevità fruendo della cabina su fune, chi ancora per il sentiero, ci si è materialmente e spiritualmente preparati alla premiazione dei racconti davanti al popolo degli appassionati.
Ma questa è un'altra storia.

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