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Il Premio ITAS con l’alpinista Fausto De Stefani

Numeroso il pubblico presente all’appuntamento organizzato dal Premio ITAS del Libro di Montagna. I racconti di Fausto De Stefani, secondo alpinista italiano ad aver scalato tutti i 14 Ottomila, hanno catturato gli spettatori della Società Letteraria di Verona. 
La serata è stata l’occasione per raccontare le tante facce della solidarietà: verso le popolazioni, tra amici o tra perfetti sconosciuti; quella che si manifesta apertamente, ma anche quella che si muove silenziosamente sotto traccia.
Da molti anni De Stefani è impegnato in progetti a favore del territorio e delle popolazioni nepalesi, in particolare bambini e giovani. Nel 1988 è tra i fondatori di “Mountain Wilderness” e nel 1998 della ONLUS “Fondazione Senza Frontiere”, che negli anni ha sostenuto molti progetti, tra i quali la "Rarahil Memorial School” a Kirtipur. Nel college, del quale è stato proiettato un filmato, oggi studiano centinaia di ragazzi e le attività sono condotte anche con l’aiuto del noto musicista Mario Brunello.
Le parole di De Stefani si sono alternate alle letture di Francesca Sorrentino che ha proposto un racconto di Calvino, L’avventura di uno sciatore, una poesia di Antonia Pozzi, una delle più importanti poetesse italiane del Novecento, e un racconto di Enrico Santarossa, un sedicenne di Porcia (PN) che lo scorso anno ha partecipato al Premio ITAS Montagnavventura.
Tutti i testi testimoniano quanto attorno alla montagna e con la montagna si possano trovare valori fondamentali per la nostra cultura e soprattutto per i giovani: dal piacere della fatica, all’intensità della relazione emotiva, fino al rapporto intergenerazionale, sempre all’insegna di una profonda idea di vera solidarietà.

 




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