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Menzione speciale Trentino
In nome dell’orso
Matteo Zeni
Il Piviere

Il libro
Un libro appassionato e al contempo pieno di lucidità e raziocinio, un racconto esaustivo e intenso sulla storia di Ursus arctos, delle sue origini, del difficile e insieme misterioso, intricato e inestricabile rapporto con Homo sapiens, ben esemplificato dalle vicissitudini del progetto Life Ursus, di chi lo ha preceduto e ne ha permesso la nascita e di chi ne ha colto l'eredità. Soprattutto un libro che insegna.
Come ci si debba rapportare all'orso e, più sottilmente, come ci si debba rapportare alla paura ancestrale dell'uomo per la Bestia, il selvatico vissuto dalla nostra cultura sempre in negativo, come demone, o da annientare o da imitare, da liberare senza freni e non da gestire, da rispettare, da assimilare, da comprendere, quello stesso Selvatico che è sì l'Orso, ma soprattutto è ancora e sarà sempre dentro di noi, Esseri Umani.

Motivazione
Matteo Zeni, guardaparco del Parco Naturale Adamello Brenta, ha scritto un testo appassionato, coinvolgente, profondo, molto documentato, sull' Orso bruno. Un libro che rappresenta una pietra miliare per chi voglia conoscere, approfondire, comprendere il legame fra noi e i plantigradi. Con una scrittura che usa registri diversi in funzione degli argomenti che tratta, ma che resta sempre ricca e felice, ci parla della storia, passata e recente, del rapporto fra uomo e l'orso, ricorda le battaglie per sterminarlo e quelle per salvarlo, affronta i temi attuali del progetto di reintroduzione 'Life Ursus' e degli sviluppi successivi, analizza con perizia e competenza i casi che hanno scosso l'opinione pubblica, entra dentro le dinamiche che hanno determinato i cambiamenti di orientamento della popolazione verso i plantigradi, mette in luce pregi e difetti di questi anni di nuova convivenza, senza fare sconti a nessuno. Mette in campo una capacità formidabile di ascoltare ed esporre le varie posizioni di chi convive e a volte deve difendersi dall'orso, di comprenderne anche le paure, per poi fornire dati, studi scientifici, esperienze dirette che consentano di capire ed attrezzarsi per una convivenza possibile.
Si traccia di un approccio globale alla tematica di questo grande predatore che vive sulle nostre montagna una stagione nuova, dopo essere stato cacciato in modo feroce ed aver rischiato l'estinzione. Un approccio, sviluppato soprattutto nell'ultimo, straordinario capitolo, che ci mette di fronte a responsabilità molto grandi, che riguardano la sopravvivenza di questa specie sulle Alpi, ma soprattutto il nostro rapporto con l'ambiente, la nostra capacità di coesistere e conservare la grande biodiversità delle montagne che abitiamo. Oltre al tema etico e a quello scientifico, trattati con grande proprietà, 'autore consegna anche una articolata lista di cose da fare, per amministratori e cittadini, per allevatori e ambientalisti. Azioni collettive e azioni individuali. Un testo che dovrebbe essere letto in ogni istituto scolastico trentino, in ogni municipio, in ogni casa; un testo che dovrebbe trovare accoglienza anche nei territori confinanti, dove l'orso mi muove nel suo grande vagabondare; un libro che è il libro sull'orso delle Alpi.

Segnalato
Di roccia di neve di piombo
Andrea Nicolussi Golo
Priuli & Verlucca Editori

Il libro
Sono uomini delle montagne, sono donne smarrite, sono contadini, sono operai. Sono nulla di tutto questo. Sono in cinque seduti attorno a un tavolo, quattro uomini e una donna, sono la metà degli anni Settanta, la rivoluzione batte il suo tempo, ma intanto il lavoro in fabbrica è ancora disumano come oggi non riusciamo neppure a immaginare. Sono uomini e donne che arrampicano per la prima volta montagne senza vetta, che scoprono un Nuovo Mattino. È c'è il terrorismo; rosso, nero, confuso. E c'è Nives. Maria Santissima ad Nives.

Motivazione
Una storia dove la montagna, le rocce, la neve, i prati fanno da sfondo ad anni difficili e complicati. I protagonisti, quattro uomini e una donna della metà degli anni Settanta del secolo scorso, si sono trasferiti in città per lavorare in fabbrica: studenti e operai della cintura torinese, anche se nel libro il riferimento a Torino non è mai esplicito, impegnati, negli anni del terrorismo delle Brigate Rosse, nelle lotte sindacali, nei cortei, picchetti, scioperi selvaggi, ma allo stesso tempo portatori di una cultura delle terre alte, fatta di alpinismo, escursioni, salite, sogni. E di cime senza vetta. I cinque protagonisti, catapultati nelle durissime condizioni di lavoro delle fabbriche, si ritrovano a condividere le lotte proletarie, ma anche le gite in montagna dove però s’imbattono anche in coetanei che, proprio in mezzo alla natura, hanno nascosto le armi per condurre la battaglia armata del terrore.
Un romanzo vivo, assolutamente da leggere: pagine dense di emozioni, dolori, sogni e sconfitte, per chi ricorda, ma anche per tutti quelli che vogliono porsi domande e iniziare a cercare possibili risposte.
L'autore coinvolge e trascina in un periodo tormentato della storia italiana, apparentemente lontano, ma sempre attuale.

Segnalato
La battaglia del Cervino
Pietro Crivellaro
Gius. La Terza & Figli

Il libro
L’impresa più famosa dell’alpinismo. Due cordate impegnate in una corsa senza sosta per raggiungere la vetta del Cervino. Un mistero ad alta quota.
La storia della conquista del Cervino è una vicenda romanzesca che da 150 anni continua a suscitare passioni e controversie. I protagonisti sono la guida valdostana Jean Antoine Carrel il Bersagliere, l’illustratore vittoriano Edward Whymper, lo statista alpinista Quintino Sella e il suo braccio destro Felice Giordano, l’anticonformista abbé Gorret. Cruciali gli interrogativi mai chiariti: perché Carrel, bloccato a 250 metri dalla vetta, per tre anni non avanza di un passo sulla ‘sua’ cresta del Breuil? E perché Whymper – miracolato da una corda spezzata costata la vita a quattro compagni – da superstite diventa il trionfatore del Cervino, mentre l’impresa degli italiani – che subito dopo espugnano la ciclopica piramide senza farsi un graffio – resta nell’ombra?
Pietro Crivellaro conduce una vera e propria inchiesta per chiarire una delle vicende più appassionanti dell’alpinismo. A guidarlo sono documenti autentici, pressoché sconosciuti, che svelano nuovi intrecci e retroscena. Il duello Whymper-Carrel si rivela così una vera e propria battaglia post-risorgimentale, con la regia di Quintino Sella, per contrastare l’invadenza degli inglesi sulle ‘nostre Alpi’ e contribuire a ‘fare gli italiani’.
L’epica vicenda del Cervino è un capitolo di storia della nuova Italia e il primo esempio di uso politico dello sport allora nascente.

Motivazione
Quando la piccola storia dell'alpinismo s’intreccia con la grande Storia – nel caso del libro in questione, quella del neonato Regno d'Italia – può scaturirne un affresco dalle molteplici sfumature e dagli imprevedibili risvolti. Se poi l'autore non è soltanto uno studioso e alpinista competente, ma un indagatore appassionato di ciò che si cela dietro le quinte dei fatti noti, è molto probabile che il risultato sia dei più intriganti. È esattamente quel che accade con La battaglia del Cervino di Pietro Crivellaro. Una montagna-simbolo, un’icona di cui pensavamo di sapere tutto e che invece Crivellaro ci svela modulando diversi e diversificati registri, dal saggio all'epistolario al romanzo, tenendoci incollati a una vicenda i cui comprimari non sono meno strategici dei suoi leggendari e arcinoti protagonisti, i primi salitori della Gran Becca, nel 1865, Edward Whymper e Jean Antoine Carrel. Un esempio di come la storia possa essere raccontata e riletta come un avvincente mosaico di progetti e casualità, di intraprendenza e carattere, di volontà puntuali e grandiose visioni.

Segnalato

Montagna
Alberto Conforti
Rizzoli

Il libro
Le montagne sono le grandi cattedrali della terra, con i loro portali di roccia, i mosaici di nubi, i cori dei torrenti, gli altari di neve, le cupole di porpora scintillanti di stelle. Questo libro apre davanti a noi lo scenario grandioso delle più belle vette del mondo. L’ambiente più maestoso della natura, la montagna, con le sue cime che da sempre hanno affascinato e sfidato l’uomo, è raccontato attraverso immagini poetiche o descrittive, citazioni di grandi personaggi della storia, poesie e versi, ma anche informazioni scientifiche, storiche e mitologiche.

Motivazione
La montagna si fa grande in questo volume che la giuria ha voluto segnalare nella categoria destinata ai ragazzi ma che non avrebbe sfigurato in quella generale. Alberto Conforti ha coordinato magistralmente una squadra di valenti illustratori – Elena Fedrigo, Luca Pettarelli, Olga Rosa, Riccardo Renzi e Giulia Rossi – per un’opera che il lettore, e meglio ancora il guardatore, percorre affascinato. Sfilano le montagne del mondo, a cominciare dal Cervino della copertina, rese con le tecniche più disparate e legate da frasi essenziali che ne raccontano la storia e le suggestioni, le tecniche di salita e gli aspetti geologici, contrappuntati dalle citazioni di autori che fanno parte del bagaglio letterario di ogni appassionato: scrittori e poeti, filosofi, scienziati, alpinisti. La scelta del grande formato contribuisce a rendere ogni pagina l’incipit di una storia ulteriore, anche senza parole, perdendosi solo dietro ai fenomeni suggeriti da mirabili disegni: il vento che scompiglia un prato nei Sibillini, il fuoco che rischiara un bivacco dolomitico o sconvolge i vulcani della Terra. La luce, che ci regala visioni sempre diverse del Cervino. E la neve, risolta in modi fantasiosi dagli autori: dal bianco della carta che relega il rifugio Torino in un angolo, assediato dal ghiaccio, ai pochi tratti di matita a suggerire le sagome degli abeti d’inverno, su fondo nero. Una perfetta miscela di testi e immagini per un libro che non si fa sfogliare solo una volta.